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The Ace of Spades

The pleasure is to play, makes no difference what you say, I don't share your greed, the only card I need is...

Gaia Molinari

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Cirano: Erravo in un labirinto. Avevo troppe scelte da compiere, tutte complicate. Allora ho deciso...
Le Bret: Che cosa?
Cirano: Di farmi notare sempre, in ogni circostanza, in tutti i modi. E' la via più semplice.
La Mia Colonna Sonora
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... And all men Kill the thing they Love,
by all let that be Heard,
some do it with a Bitter Look,
some with a Flattering Word,
the Coward does it with a Kiss
the Brave man with a Sword!

O.WILDE
 
November 23

Long time no read


E' da un po' che non "ci leggiamo", eh. Più d'un mese.
Mea culpa. L'ispirazione: questa sconosciuta.
A dire il vero nemmeno adesso so cosa scrivere, per cui riempio lo spazio, altrimenti mi sembra di lasciarlo alle ortiche, questo povero blog. Forse non riesco nemmeno più ad articolare un discorso, una frase. Forse la dislessia avanza.
Spero di recuperare più avanti: si sa che l'inverno mi porta consiglio (per forza, non c'è mai un caz*o da fare a parte studiare!). Intanto vi ricordo che, tra poco più d'una settimana, sarà il mio compleanno. E ne farò 21. Mi sento vecchissima, aiuto! Può darsi che la mia assoluta mancanza di coordinazione pensiero-parola-tasiera sia dovuta a questo... agli anni che passano, ai reumatismi.... va be', la smetto.
A parte queste scemenze dette tanto per, cosa faccio ora direte voi? Come trascorro le mie grigie giornate novembrine? Che mangio a pranzo? (no, forse di questo vi frega poco...). In sostanza, mi barcameno tra università, casa, letto (sesso incluso, che va sempre bene) e qualche uscita extra-ordinaria. Sì, perchè di certe altre serate, sinceramente, ne faccio volentieri a meno. Non per un fatto puramente egoistico, o dettato da chissà quale astio per qualcuno, semplicemente non mi va. E risparmio. Ho anche tre esami da dare a Dicembre, tutti nella stessa terribile settimana. Quindi mi fa bene la reclusione... così studio... e magari, se ho tempo, riesco anche a suicidarmi.
Quando sono a casa a cazzeggiare, invece (il che capita spesso, ahimè, nonostante gli impegni incombenti) mi diletto tra telefilms, fumetti e libri (Grey's! House! Greek! Ugly Betty! Chuck! Cuore rosso). In effetti, non è che sia cambiato molto rispetto a prima, è tutto come sempre (più o meno).... e non servirebbe ribadirlo, ma il vuoto necessita riempitivi, anche inutili.
Altro? Bhoooo... tutto ok, sul fronte sentimentale. Si fa per dire, visti i periodi di sclero. Ma per ora si sta bene, quindi incrocio le dita e offro in sacrificio cimici su cimici all'immenso dio Ormone Luteinizzante. Così sta tranquillo.
Dovrei pregare anche il dio degli universitari per un po' di fortuna, ma ho deciso di buttarmi nelle cose senza pensarci troppo. Preferisco pregare per altre cose. Anche se mi aspettano 8 esami pallosi e lunghi da dare entro Febbraio (inclusa Teologia: vomito, raccapriccio!), abbattendo la mia ben nota pigrizia, sono sicura di riuscire a farcela. Senza lamentarmi troppo... Anche se morirò nel tentativo, di sicuro. Di fisso. E' inevitabile.

Ma prima di affrontare una dolorosa dipartita, vi auguro buona settimana di lezioni (per chi le ha), e buona settimana di cazzat... ops... imbarazzanti episod... ops, carie al cul... ops. Va be', buona settimana a tutti (ma che caz*o dico?!).



September 07

Holiday report

Dopo dieci splendidi giorni lontana da Pavia, purtroppo anch'io ho fatto ritorno.
Restare o tornare? questo il dubbio amletico che ognuno di noi s'è posto almeno una volta nella vita, illudendosi d'avere possibilità di scelta.
Logico: con tutti i casini, gli esami, gli stressors che ci sono nella ritrovata vita casalinga ti passa completamente la voglia di riprendere la routine. Anche se, a onor del vero, devo aggiungere che io la consuetudine giornaliera non la sopporto 365 giorni l'anno, mica soltanto dopo il rientro. Già: vivo perennemente nella pubblicità della Costa Crociere (quella della tizia/tizio che tornando a casa piangono ovunque...). Con l'eccezione che io non piango. Borbotto insulti ai treni, semmai, ma in inverno mi rassegno.
E' un dato di fatto: quando parti, lasci sempre qualcosa indietro. E da quel qualcosa non si sfugge.
Valgono anche per l'amicizia o l'amore queste frasi? Ai posteri l'ardua sentenza. Intanto aspetto, magari aprendo qualche "biscotto della fortuna versione fungo del Falzarego" su Facebook. Si sa mai che mi capiti di trovare una risposta.

Se devo fare un resoconto della mia vacanza, la prima cosa che mi viene in mente è la spiaggia nudista. Poche persone che conosco (e forse nemmeno quelle a cui è rivolto il mio supposto "poche") farebbero un'esperienza simile. Troppi tabù, troppa pudicizia, troppo bho. Non li capisco, o meglio li capisco in parte: ok la vergogna, ecc ecc, ma se sei solo con il tuo partner su una spiaggia lunga km dove non c'è quasi nulla di artificiale, be', perchè farsi scappare un'occasione simile? Dà una sensazione di libertà indescrivibile lo stare nudi, al sole, o in mare. Ti senti in comunione con la natura... ti senti in pace.
Consiglio a tutti di provarci, almeno una volta nella vita. Spogliatevi di tutti i vestiti e di tutte le preoccupazioni! Ma se proprio non riuscite a denudarvi completamente, potete sempre portarvi appresso una bella foglia di fico. Almeno con la coscienza religiosa siete a posto.
Un altro fattore caratterizzante le mie ferie è stato il cibo ottimo. Ricorderò per sempre il fantastico mini-market d'Alberese con i suoi economici&giganteschi panini, il ristornatino a Scansano (mamma mia che bontà il brasato al Morellino!) e i 75€ spesi per carne, frutta, formaggi e pasta in Umbria. Qualche volta bisogna fare i ricchi, specie per mangiare certe prelibatezze!
Il tempo è stato clemente, a dispetto di tutti i miei dubbi. I posti, a livello ambientale/culturale/architettonico, semplicemente bellissimi. Molto banale, come commento, ma davanti a un tramonto mozzafiato si sta in silenzio e lo si contempla, tutto qui. Altrimenti non mozzerebbe il fiato. Perciò riscrivo solo questo: bellissimi.
E per quanto riguarda la compagnia, be', potrei dire che: "losaichehfjtrtuitonageoejcgcu?" ma probabilmente chi leggerà non capirà un cazzo. Per cui affermo senza ombra di dubbio in lingua comprensibile che amo... il modo in cui Mario si mangia 7605 consonanti e altrettante vocali quando parla, quando rompe le balle perchè il latte lo turba, quando va in bagno e sembra che abbia tuonato (invece il cielo è sereno), quando mi guarda con i suoi occhi birichini e mi dice che sembro un topo, quando assume pose imbarazzanti per riuscire a compiere l'ardua impresa defecatoria, quando mi lascia la cartina e si affida a me perchè altrimenti si perderebbe anche nel letto di casa, quando gli cade l'armatura e non devo piegarmi per raccogliergliela.
Quando esiste, così com'è.

Perciò ringrazio tutto: quello che ho visto, che ho fatto, che ho pensato per arrivare a fare dieci giorni meravigliosi e indimenticabili. Ma soprattutto, ringrazio te.

(Le foto arriveranno presto... così renderanno l'idea di ciò che ho scritto)



August 23

Penso: ancora uno


Manca poco. Pochissimo.
Guardo vecchie puntate di Dottor House (e sbavo abbondantemente) per far passare queste ultime ore. Le ore che mi separano dall'agognata vacanza in Toscana. Indi, da domani sarò ufficialmente in ferie e non scasserò più le balle a nessuno, ad eccezione di Mario, s'intende. Sono davvero contenta di partire, soprattutto per il fatto che è la prima vacanza che faccio con il mio uomo. In generale, dico: mai visto mare o ferie sola con il partner. Comincio davvero bene!
Ho accanto "una persona meglio", che mi fa ridere, mi stimola (in tutti i sensi possibili) e soprattutto mi sopporta... sopporta le mie boiate, specialmente quelle dette/fatte da abbondantemente brilla. Mi cospargo il capo di cenere e chiedo ammenda, sono matta, ma qualche volta mi riesce anche d'essere normale! E' difficile crederci, però è vero!
Va be', considerazioni sul mio status mentale a parte, da domani sparirò dalla circolazione. Spero di prolungare l'assenza il più possibile, non vogliatemi male: ora è il mio tempo di ferie, voi le avete già vissute (e che belle foto ho visto!Animoticon).
E dunque son qui, a far passare il tempo... e penso anche, a dir la verità (sììì ogni tanto ne sono capace anch'io!), tra una puntata di House e un round di lavatrice.
Penso che è ora di darsi una leva, di parlare e sviscerare tutto, altrimenti si volta pagina e basta. Perchè son stufa: l'amicizia dovrebbe essere bidirezionale, non un asettico rapporto a senso unico. Ma questi, per alcune persone, evidentemente sono dettagli.
Penso anche che la fretta sia cattiva consigliera. Se c'è una cosa che ho sempre ammirato nell'altrui comportamento è la capacità d'attendere, con serenità, gli eventi. Ed invece mi trovo "a passare da A in C senza aver vissuto B" (cit.). Ma solo il tempo potrà dire se la mia impressione è quella corretta, perchè solo di questo si tratta, non di giudizio o di critica.
Penso anche che, effettivamente, certe cose potrebbero anche non essere dette. E di nuovo mi scuso, è stata un'uscita infelice la mia.
Penso che cambiare, crescere, condividere non sia un male. Penso che, porca troia, odio i muri. Penso che mai mi stuferò di te, è ora che te lo ficchi in testa!
Penso che... cazzo che caldo. Navigo nel mio sudore, in un mare d'impenetrabile umidità. Uff.
Penso che: "chissà quel è il mio posto?"
Penso che voglio le ferie, e domani le avrò.
Ancora uno...




August 10

Delirium


Oggi è il 10 Agosto, San Lorenzo. La notte delle stelle cadenti, e qui a Pavia piove. Come da copione, del resto, son ormai 5 anni che non vedo una stella cadente. Mi ci sento un po' io, però, a dir la verità. Stella cadente, intendo... perchè sono qui, a metà tra la frustrazione e una crisi nervosa, annoiata all'inverosimile, irrimediabilmente sola. Perciò, per quelli di voi che leggeranno, questo intervento dovrà apparire normale nella sua negatività.

Non posso credere alle prodezze compiute in questi pochissimi giorni, davvero. Non nell'ordine, ho: spolverato tutta la mia collezione di fumetti (roba da perderci la testa), stirato tutto lo stirabile e di conseguenza fatto ennemila macchinate di panni, a cui ho irrimediabilmente rovinato i colori, sistemato l'armadio, riordinato lo sgabuzzino, pulito casa da cima a fondo, letto ogni singolo libro, rivista, giornale, pezzo di carta, scontrino che m'è capitato alla mano, sono persino in procinto di rimettermi a studiare... Non ce la faccio più, dio santo!
BASTA. Io voglio le vacanze. Cazzo. Preferirei addirittura lavorare, eccome. Godo nell'immaginarmi a lucidare le innumerevoli monetine di Zio Paperone, piuttosto che immersa nel tedio più totale. Quasi quasi mi prefiggo qualche titanico obiettivo, di quelli pesanti e sfiancanti, per passare il tempo (in mancanza di Zio Paperone), quali:  leggere e studiare completamente uno dei quattro libri d'antropologia culturale in un pomeriggio, mettere in ordine alfabetico i manga, pulire il garage... cose così, insomma. Tutto, fuorchè la nullafacenza...
Sembra strano detto da una che, fino a un mesetto fa, decantava le lodi della libertà, dell'ozio. Certo, va bene, ma si sa che l'eremitaggio a lungo andare stufa. Almeno avessi, per esempio, una madre assillante che mi strilla di correre ovunque per aiutarla nelle faccende, un cane a cui far fare una passeggiata, un amico immaginario a tenermi compagnia... e invece niente, puf. Una bella fungia di minchia. Ridotta a esprimere pensieri e parole attraverso una tastiera, o condividendo qualche stupido test su facebook.
Mi lamento spesso, ultimamente, da risultare quasi irritante. Ne sono consapevole. Perciò deluciderò voi lettori sulle motivazioni di tanto sdegno, così ne sappiamo tutti di più.

Fin da bambina odio l'inerzia. Mi angoscia, mi sembra d'essere già morta. Chiusa, prigioniera, dentro una bara, sempre nello stesso posto, all'infinito. Può sembrar esagerato ed esasperante, però mi sento così. Come un cadavere, se per troppo tempo mi riduco a vivere sempre delle stesse emozioni, degli stessi volti, delle stesse immagini o suoni. Non resisto, dopo un po' esplodo: quante relazioni umane ho distrutto per questo. Ma non posso farne a meno, mi sento appagata solo nella novità, nell'inesplorato.
E' un mio difetto (qualche fanatico dell'astrologia direbbe che è una caratteristica del mio irrequieto segno zodiacale), non riesco a stare a lungo nello stesso luogo, a fare le stesse medesime trite e ritrite azioni ogni santo giorno. Potrei impazzire, ne sento già le avvisaglie. Per esempio, prima di cena parlavo da sola. Confortante.
Mi spiace risultare polemica e capricciosa, ma è l'angoscia, solo l'angoscia che mi pervade... la paura dell'immobilità, dell'attesa infinita, dell'eterno ritorno dell'uguale ma anche, e soprattutto, della solitudine.
Stasera è quasi il culmine.
Forse la pazzia s'è già impadronita di me, sento della musica nella testa:
Is There Anybody Out There?




July 30

EndeverafteR


E' aspettando con ansia le 14.00 che scrivo quest'intervento. Per la verità non so ancora cosa andrò a digitare... quale sarà il messaggio che divulgherò al mondo (?), però intanto scrivo...
M'attende un treno. Anzi due. E probabilmente almeno 400 o 500 preghiere recitate a caso affinchè le Fs rispettino per una volta le tabelle di marcia. Andrò al lago, quest'oggi. Il lago Maggiore. Già pregusto l'acqua cristallina che mi scorre addosso, e che manda a puttane la mia ora e mezza di stiraggio capelli. Tuttavia son rischi che vanno corsi, questi. Perchè, sinceramente, mi sono stufata d'andarci coi piedi di piombo. Mi butto nelle cose, mi tuffo nella vita.
Voglio volere, voglio vivere, voglio amare, scopare, e chi più ne ha più ne metta. Non lascio nulla al caso, nessuna possibilità perduta, nessun rimpianto nel cassetto, nessuna prospettiva scartata. Voglio prendere tutto quello che c'è, senza però rincorrere niente e nessuno.
Una volta dissi una frase che mi rimase impressa (mi sorprendo da sola a volte...): gli uomini possono vivere senza le altre persone; possono farne a meno. Ciò di cui un uomo avrà sempre bisogno sono le mete. Le passioni, le ambizioni, chiamatele come volete. Le mete. Quelle contano. Quelle non ti tradiscono: sei tu a tradire loro. Quelle ti amano, e ti odiano, sbattendoti in faccia continuamente o l'uno o l'altro sentimento. Sono sincere, le mete. Sono la fine, dopo tutto. E un uomo è sempre affezionato alla propria fine. Non può fingere indifferenza.

Qualsiasi professore o luminare o letterato che si rispetti potrebbe dire che il mio discorso manca di coesione e coerenza interna, ma chissene. Come sono giunta alle mete, partendo dal lago e dai treni? Forse perchè sono anch'essi destinazioni, o prospettive d'arrivo. E' per questo che li amo (quando non sono in ritardo e quando hanno l'aria condizionata): perchè giungono a qualcosa. Non rimani in sospeso. Ti parlano, i treni.
Perciò non vedo l'ora di discorrere con il mio intercity, oggi. Non vedo l'ora d'arrivare alla mia piccola meta quotidiana.
Voglio farmi un bagnetto, voglio fare tanto sesso, voglio credere fino all'ultimo, fino alla prima goccia che mi bagnerà il naso, che non pioverà. Perchè io voglio crederci, fino in fondo, nella vita, nelle opportunità, persino nella pioggia.
Ma non in Dio.
Come ben sapete, e se l'avete scordato ve lo ricordo adesso, sono atea.




 
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Pensiero Stupendo

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Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida felicità.


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